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Sì, ma qui parliamo di vent'anni. Mi hanno detto che i pannelli però durano molto meno. Dopo qualche anno non producono più niente. |
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Falso! Talmente falso che ci sono alcuni produttori di pannelli fotovoltaici che garantiscono i loro prodotti addirittura per 25 anni dalla data di installazione. Cosa significa? Significa che se i pannelli hanno un calo nella resa di conversione superiore al 10% nei primi 10 anni, i pannelli vengono sostituiti gratuitamente. Lo stesso accade se i pannelli hanno un calo superiore al 20% entro i primi 25 anni. Un leggero calo è fisiologico, ma è contenuto entro questi limiti, e il calcolo sulla resa finanziaria ne tiene assolutamente conto.
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Ma se i pannelli hanno un calo fisiologico nel tempo, allora gli incentivi diminuiranno di anno in anno. |
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Sì. E allora? L'importante è che questo calo della resa, così come è limitato dal contratto di garanzia, sia previsto nel piano economico accluso all'offerta che avete ricevuto. Se il calo di resa è previsto e calcolato nel peggiore dei casi - cioè se si stima una resa dell'80% in 25 anni -, allora potete essere sicuri che avrete in ogni caso un piano più che attendibile. Addirittura per difetto, nel senso che se siete sfigatissimi e i pannelli perdono ben il 20% in 25 anni, il piano economico sta comunque in piedi. E se perdono più del 20% vengono sostituiti. Quindi siate sereni e affidateVi all’azienda giusta! |
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Ma la banca si prende troppi interessi, così non è conveniente! |
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Non dovete vederla in questa luce. Vedetela piuttosto così. Quanto ricevete un'offerta, se Vi siete affidati ad un'azienda seria avrete anche un piano finanziario accluso, con la possibilità di sfruttare una convenzione bancaria, che le migliori aziende riescono a stringere con gli Istituti di credito. In questo piano finanziario vengono evidenziati tutti i ricavi che il Vostro impianto fotovoltaico genererà anno per anno - incentivi + energia risparmiata - e tutti i costi - rata del mutuo o del prestito + manutenzione + assicurazione. Il piano evidenzierà come sin dal primo anno potrete avere un piccolo attivo, o un piccolo passivo a seconda della latitudine e di altre variabili del caso. L'attivo è già al netto di tutti i costi, ovvero prestito/mutuo/assicurazione/manutenzione compresa, quindi rappresenta il bilancio finale. Guardando l'evoluzione del piano negli anni, vi accorgerete che a un certo punto questo attivo diventerà molto più grande, e questo perchè avrete finito di pagare l'impianto, ma gli incentivi continueranno ad arrivare fino al ventesimo anno. Il ricavo totale è sempre più che vantaggioso nel tempo, indipendentemente dagli interessi che sono stati applicati con la convenzione bancaria sottoscritta. |
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Se investo in borsa o in qualche titolo la resa è migliore. |
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Questa domanda dà modo di evidenziare un atteggiamento mentale molto diffuso in Italia. Questo è molto importante: leggete con attenzione! Supponiamo che siate sensibili all'ambiente. Volete costruire un impianto fotovoltaico per dare una mano a ridurre le emissioni di anidride carbonica. L'impianto però è molto costoso, eccessivamente costoso. Non ce la fate da soli.
Ecco che lo Stato interviene e dice: «bene, se tieni l'impianto acceso e funzionante, io ti regalo una somma proporzionale all'energia che produci, che ti basta per rendere l'impianto redditizio.»
A questo punto voi fate due conti e comprendete che non solo potete finalmente costruire l'impianto in maniera che il bilancio totale sia a costo zero per voi, ma che potete addirittura guadagnarci, poco o tanto che sia, considerando anche l'energia che risparmierete.
Morale: il motivo che deve spingervi a realizzare un impianto fotovoltaico non deve essere: nè farsi bello con gli amici, nè essere trendy, e tantomeno realizzare il miglior investimento possibile in un'ottica speculativa. Voi dovete realizzare un impianto perchè siete persone sensibili alle condizioni in cui versa il mondo in cui vivete, e volete fare qualcosa per voi stessi, per gli altri e per i vostri figli. Se ragionate così, il semplice fatto che possiate realizzarlo ad un costo ridicolo sarà sufficiente per farlo subito. Figuriamoci se poi ci potete anche guadagnare su!
In Germania sono avanti anni luce, con un tetto su quattro in fotovoltaico - in continua crescita - proprio perchè ragionano in questa maniera. Andiamo! Un italiano può essere meno sensibile di un tedesco?? |
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Ma chi è che mi paga questi incentivi? E quando me li danno? |
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Gli incentivi te li paga direttamente lo Stato, mediante il suo braccio armato: il GSE - Gestore Servizi Elettrici. Dal momento in cui l'impianto è terminato ed è in funzione si può fare la richiesta di incentivazione. Il GSE entro 60 giorni vi fa firmare il contratto di incentivazione, e da quel momento iniziate a ricevere gli accrediti calcolati sull'energia prodotta. Li riceverete ogni 2 mesi. Arrivano direttamente sul conto in banca che avrete indicato nel contratto. Dal momento in cui iniziano ad arrivarvi gli incentivi, vi saldano anche gli arretrati, ovvero gli incentivi che avete maturato dal giorno in cui avete acceso l'impianto fino al giorno in cui avete firmato il contratto di incentivazione. |
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La corrente la vendo? E a chi la vendo?
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| Ci sono due modalità di funzionamento per gli impianti fotovoltaici. Possono essere sottoscritte entrambe, a scelta, da chi realizza un impianto entro i 200KwP di potenza. La prima si chiama scambio sul posto. La secondo vendita diretta. Con lo scambio sul posto la corrente che producete passa attraverso un apposito contatore, e poi finisce nella rete pubblica. Il vostro contatore, peraltro, continua a segnare la corrente che Voi consumate, e che proviene dalla rete. Ogni bimestre Voi pagate la bolletta per il prelievo effettuato, poi, il GSE Vi rimborserà, ogni trimestre, la quota autoconsumata che sarebbe l’energia prodotta e consumata in differita. Se invece avete prodotto più corrente di quella che avete consumato, la differenza vi viene accumulata - diciamo così - e riconosciuta dai futuri consumi senza limite di tempo. Se siete clienti residenziali, lasciate perdere la modalità di vendita dell'energia, perchè non fa per Voi. Ve la pagherebbero la metà, e in più non potreste neppure scaricare l'IVA, oltre che essere costretti ad aprire posizioni burocratiche particolari. Vi conviene lo scambio sul posto. |
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